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Prove di Regime


mussoliniberlusconi4he9xfrSarà anche un errore mio chiamarle “prove” perchè sono ormai prettamente sicuro del fatto che siamo in dirittura d’arrivo.

Ci siamo quasi.

Il controllo della magistratura, della stampa, della TV, di una squadra di calcio, e di più della metà del Parlamento lo hanno ormai consacrato all’appellativo di Benito.

Nell’ultimo anno è riuscito a stabilire: che la sua figura non potesse essere sottoposta a processo penale, qualunque sia il reato; che una sentenza della Cassazione può essere cambiata a suo piacimento; che se il capo dello stato non firma il decreto, è un ostacolo alla governabilità e la costituzione è oramai bolscevica e filo-sovietica; se la stessa Costituzione gli impedisce di decretare su quel che gli pare, bisogna cambiarla.

Ora si è inventato l’ultima carnevalata, l’ultima chicca del regime.

Il parlamento gli fa perder tempo, con tutti quei deputati e senatori e allora propone di far votare solo i capigruppo per evitare “sorprese”. La costituzione prevede però il voto del singolo parlamentare “senza vincolo di mandato”, ma lui se ne strafotte. Inoltre con la legge D’alia prova ad imbavagliare la rete ed i Blog, e con le ronde tenta di occupare le città. Se gli operai FIAT protestano, gli scioperi diventano “selvaggi” e vanno modificati. Ed infine, dopo la rinuncia di De Bortoli, vuole scegliere anchei l presidente RAI, che spetterebbe all’opposizione.

Ma si sa, lui vuol’essere un grande statista.

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L’onda d’urto dell’Italia


james_webIn quello che è un tempo era il paese dei poeti, dei sognatori e delle bellezze, e che ora si è trasformato nel paese dei balocchi, dei mastella e delle veline, nell’ultimo periodo sembrano arrivare davvero buone notizie. Che cosa succede?

Succede qualcosa che sino a qualche mese fa, dopo il Lodo Alfano, sembrava impensabile: ovvero, qualcuno sembra capace di arrestare o almeno di provare a fermare quella è la corsa senza fine e senza ostacoli di Silvio Berlusconi. Una corsa partita nel 92′ e che è notevolmente decelerata dall’ottobre dell’anno scorso sino a pochi giorni fa, quando il Parlamento, in fretta e furia, decideva di far approvare l’ennesimo decreto legge, questa volta sul caso Englaro. Un caso che era sotto gli occhi di tutti da anni, sin dal 99′, quando il padre di Eluana si rivolse alla giustizia, e che i politici hanno trasformato nell’ennesimo caso mediatico, trascinandosi da sinistra  a destra le volontà e le ultime speranze di una ragazza di 38 anni.

Già in quel momento, in tutto quel marasma di dichiarazioni, di smentite e di volgarità, già lì si sono posti i primi ostacoli alla corsa ininterrotta del Premier: già lì, tra tutte quelle persone scese in piazza, sotto la pioggia, a manifestare e a testimoniare l’importanza della Costituzione Italiana; già lì tra avvocati, giardinieri, casalinghe e disoccupati, è nata l’ennesima  onda d’urto al potere. Poco prima, già i primi sintomi:  il primo, deciso, risoluto ed aspettato NO di Napolitano a firmare un decreto fatto da Berlusconi e dai suoi scagnozzi. Ma i primi movimenti sono nati nell’ottobre 2008 quando le Università e le scuole Superiori di tutta Italia si sono riversate nelle piazze portando alla nascita della prima “onda” ,  quella dei giovani e dei ragazzi, quella del  68′ “home made”, delle grandi contestazioni in piazza, dell’aria sessantottina, delle bandiere, dei colori e delle utopie giovanili. E dopo ancora gli scioperi “incostituzionali”  dei lavoratori di Alitalia, dai piloti alle hostess sino ai controllori di volo, che si opponevano alla cordata Italiana, o meglio “porcata” Italiana, fatta di poveracci, malfattori, irrispettosi delle leggi internazionali e amici del Premier.

Le ultime contestazioni in ordine di tempo, sono nate una sotto palazzo Chigi ed un’altra nei tribunali. La rivolta dei medici senza frontiere, dei medici e degli infermieri, che si oppongono al decreto legge sull’immigrazione, che obbliga i medici a chiamare la polizia nel caso un immigrato si presenti all’ospedale. Ed infine, l’ultima, la più importante. Il Csm, il consiglio superiore della magistratura, blocca la legge sulle intercettazioni dichiarando “troppi limiti, indagini compromesse” ed aggiungendo inoltre che il ddl “distrugge lo strumento“.
I troppi limiti previsti dalla nuova norma, fa registrare il parere approvato ieri, produrranno «un grave pregiudizio per le attività di indagine anche in settori particolarmente delicati e sensibili». Inoltre, il nuovo testo «non contempera in maniera adeguata» la necessità «di assicurare accertamenti efficaci e tempestivi nell’immediatezza del reato o addirittura durante la sua permanenza». Tanto più, insistono, che il testo «trasforma le intercettazioni da mezzo di ricerca della prova in strumento di completamento e rafforzamento di una prova già acquisita con grave pregiudizio per le attività di indagine anche in settori particolarmente delicati e sensibili». Non solo: le nuove norme sulle intercettazioni – avvertono i consiglieri di Palazzo dei Marescialli – faranno «allungare i tempi dei processi» arrivando addirittura al rischio di impedirne la celebrazione.

Per concludere, che dire. Il PDL  vince ancora, in Sardegna con Ugo Cappellacci, e questo provoca le dimissioni(ormai aspettate da mesi, vedi il caso Romeo), di Walter Veltroni. Quello della nuova opposizione, del dialogo, della politica all’americana. Quello che è ha iniziato definendo in campagna elettorale Silvio Berlusconi come “il leader del maggior partito a noi avverso” senza mai nominarlo, che ha continuato a ricercare un dialogo con la maggioranza e che è sempre stato preso a pesci in faccia, sottolineando la sua grande capacità di tentare un dialogo e di non fare una vera opposizione, come nel caso delle varie leggi vergogna dell’ultimo governo. C’è ad ogni modo un grande simmetria negli avvenimenti degli ultimi giorni. L’avvocato Mills è stato condannato a 4 anni e 6 mesi per corruzione giudiziaria e Veltroni si dimette. Riguardo Mills, in parole povere(ci occuperemo di questo caso nei prossimi giorni), egli è stato corrotto o pagato o sovvenzionato da Silvio Berlusconi per falsificare la sua testimonanza in due processi ai carichi dello stesso premier e di alcune sue aziende. Voi vi direste, e Berlusconi? Condannato? No, la grande abilità del Premier e specialmente la sua acuta preveggenza lo hanno portato ad emanare prima la blocca processi, che blocca 100.000 processi per un anno, e poi il Lodo Alfano che garantisce alle 4 cariche dello Stato più importanti, Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidente del Senato e della Camera l’immunità parlamentare. Grazie a questa, la posizione di Berlusconi nel processo Mills è stata stracciata.

Nel paese dei Balocchi, le onde d’urto aumentano.

Nel paese dei Balocchi, un avvocato corrotto dal Premier viene condannato e il capo dell’opposizione si dimette.

Benvenuti.

Segnalazioni:

Mills giudicato, Berlusconi condannato: http://www.beppegrillo.it/2008/09/pp_22-9-08/index.html

Caso Mills, Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi/Procedimenti_giudiziari

Caso Mills, Unità: http://www.unita.it/news/81766/caso_mills_ecco_in_che_stato_linformazione

Caso Mills, il Giornale: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=329509