Archive for the ‘ Francesco Gasbarro ’ Category

Nebbia in Val Padana


Il ministro Roberto Calderoli prende le distanze dalle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, che inizieranno mercoledì a Quarto, luogo di partenza di Garibaldi e dei Mille. Il ministro ha detto che lui e i suoi colleghi della Lega diserteranno la cerimonia, suscitando l’indignazione delle opposizioni, ma non quella del Pdl che, con Ignazio La Russa apprezza che la Lega «marchi la differenza». A dare il via ai festeggiamenti sarà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, deponendo una corona di alloro nel luogo di partenza della spedizione dei Mille, a Quarto; raggiungerà poi la portaerei Garibaldi, attraccata al porto di Genova, dove si svolgerà la cerimonia. Prima Napolitano incontrerà al Teatro Carlo Felice un gruppo di bambini impegnati in un progetto di integrazione degli studenti stranieri. Intervenendo alla trasmissione “In mezz’ora”, Calderoli ha acceso le polveri: «Io non so se ci saro» alle celebrazioni ed anzi «sicuramente sarò al lavoro per realizzare il federalismo»; sì, perchè «il miglior modo per festeggiare l’Unità d’Italia è l’attuazione del federalismo». Mah..

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Ecco la missione di pace!


In una via di Baghdad cammina tranquillamente un giornalista della Reuters, Namir Noor Eldeen, il suo autista Said Chmag e altre persone. Non sanno che hanno solo pochi altri secondi di vita. Infatti sono nel mirino del cannone da 30 millimetri a tiro rapido di due elicotteri Apache che dicono alla base che hanno visto un gruppo di persone armate (cosa vera, due o tre hanno dei fucili d’assalto AK-47 Kalashnikov, sono la scorta del giornalista, ndr), con gli RPG (sarebbe un lanciarazzi anticarro che però non si vede, ndr), ed ottengono l’autorizzazione a fare fuoco. Ed è un diluvio di fuoco che li colpisce, sparati da mitragliatrici che possono sparare 100 proiettili in un solo secondo. Prima di capira che succede sono tutti morti, tranne uno, che – miracolosamente illeso dalla prima raffica – prova a scappare, ma viene inseguito e ucciso pochi metri più in là.
Poi l’elicottero resta sul posto, perchè vede che una persona sta agonizzando e si muove ancora. Allora aspetta l’arrivo di un mezzo di soccorso che si ferma e i due autisti scendono per aiutare il ferito. Aspettano che i due siano impegnati a caricare sul veicolo il ferito, dopo di che sparano altre raffiche sul mezzo di soccorso, uccidendo le due persone che erano fuori e colpendo con tanti di quei proiettili il mezzo da farlo sbalzare via e farlo incendiare.
Il video allegato, che è una sintesi di quello apparso sul sito Wikileaks.org, si ferma qui. Ma il video integrale poi mostra l’arrivo di una jeep dell’esercito americano con quattro soldati che passano tranquillamente sopra uno dei cadaveri, danno un’cchiata in giro e poi estraggono alcuni bambini dall’interno del mezzo di soccorso, feriti gravemente ma non ancora uccisi dalle pallottole dell’elicottero.
Ecco come fanno la guerra in Iraq ed Afghanistan. L’episodio è del luglio 2007, ma potrebbe accadere anche ora. Certo, la scusa che si tratti di persone armate di lanciarazzi è ottima, ma in realtà l’obiettivo della telecamera (ha uno zoom ottico 50X) permette tranquillamente di vedere la differenza. La realtà è che quello è un giornalista, quindi un obiettivo legittimo, dato che l’esercito americano riconosce come giornalisti solo gli “embedded”, cioè quelli che fanno il loro lavoro trasmettendo le immagini e le notizie che vogliono loro. Per esempio come gli inviati dei giornali e delle TVitaliane, che spacciano i comunicati dell’esercito USA o dell’esercito italiano (in Afghanistan) per notizie.

http://www.youtube.com/watch?v=hxBSzD8kH74

Fonte: Julienews.it

Il marxista Brunetta


Potrà sembrare il mondo capovolto, ma il centrodestra è testa a testa nella Venezia rossa con un candidato che cita Marx. «Matto io? Forse. Diranno “ma chi ti credi di essere?”. Certamente. Ma questo è il mio progetto per Venezia: solo io propongo un’uscita dal declino, e per uscire dal declino occorre l’e-co-no-mia, rilanciare la base economica della città, puntare su un alto valore aggiunto, un po’ com’erano le spezie nella grande Venezia dei secoli passati. Le nostre spezie sono la scienza, l’innovazione e soprattutto le infrastrutture: sublagunare, aeroporto, raddoppio del porto, terminal off-shore dei petroli, che vuol dire portare il petrolio fuori dalla laguna, il Mose… Le grandi istituzioni culturali sono figlie di tutto questo. Vengono dopo».
Ma come, direbbe invece un marziano calato in laguna, e la Biennale, la Mostra del Cinema, i poderosi Musei civici, le grandi fondazioni come la Punta della Dogana restaurata da Tadao Ando, la Fondazione Vedova rimessa a lucido da Renzo Piano, vanti speciali del sindaco uscente Cacciari? Renato Brunetta, davanti ai professori di Ca’ Foscari, cita e ricita Marx: «Biennale e Mostra sono, marxianamente, sovrastrutture». Gli anziani e, diciamo, tradizionali professori di Ca’ Foscari sussultano. Ma per il ministro-candidato sindaco è quasi un vezzo scuotere certe liturgie un po’ polverose.

FONTE: Lastampa.it

Tutti a casa in estate!


L’ombra della crisi oscura l’estate degli italiani: pochi se la sentono di programmare, molti hanno già deciso di rinunciare alle vacanze e qualcuno pensa solo a mini-fughe dalla città. Secondo un sondaggio di Eurobarometro, mentre tutta l’Europa programma i propri viaggi, l’Italia è il Paese più depresso: l’ultimo a mettere mano al piano ferie, che al momento è il più incerto della Ue.  Gli italiani non sanno cosa faranno della loro estate perchè la crisi, già nel 2009, ha insegnato loro a ridimensionare desideri e aspettative. E la lezione è stata capita, tanto che solo un italiano su tre ha già programmato le ferie, mentre il 35% sa già che non potrà permettersi di muoversi da casa. Rispetto al 2009, è il 10% in più a rinunciare alle ferie, un aumento record in Europa.  A pesare, secondo i dati, è la situazione finanziaria incerta. L’unica certezza, dice lo studio, è che in molti (39%) sono convinti che si dovranno fare dei sacrifici in più rispetto al passato per permettersi qualche giorno di svago. Per circa un decimo degli europei la vacanza è invece fuori discussione per i «gravi» problemi finanziari avuti nel 2009. Potrebbero partire solo indebitandosi, spiegano, oppure se la situazione economica migliorasse. Chi in Europa ha invece già programmato le ferie (49% dei cittadini Ue), ha anche già messo da parte i soldi per il viaggio. Ma, esclusi i rassegnati a stare a casa (21%), tutti gli altri cercano di partire risparmiando. La vacanza diventa quindi low cost e, rileva Eurobarometro, il turismo è fai-da-te. La maggior parte degli europei (58%) si tiene alla larga da agenzie e tour operator ed utilizza internet per mettere a punto il proprio itinerario (42%), oppure il passaparola tra amici e colleghi (58%). Ridotte poi all’osso mete esotiche e viaggi oltreoceano: gli europei che fanno ’pazziè sono scesi al 15%, rispetto al 20% del 2009. E il 32% ha deciso che nel 2010 si resta in Europa. Tra le destinazioni preferite c’è l’Italia (9.2%), assieme a Spagna (10.4 %) e Francia (9.9%). Gli italiani resteranno in Italia: il 56% non supererà i confini e si sposterà con auto e moto. Inoltre, per azzerare le spese in vacanza, gli europei hanno deciso di rinunciare allo shopping (21%) ai trattamenti di benessere (24%) sempre più diffusi negli ultimi anni e andranno anche meno a cena fuori. Per sostenere il turismo, una risorsa che il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani ha definito «incredibile», il 14 e 15 aprile si riuniranno a Madrid gli ’stati generalì del settore. Tajani, responsabile Ue per questo settore che rappresenta il 5% del Pil europeo e il 6% dell’occupazione dell’Europa, ha spiegato come l’Europa sia la meta prescelta dal 42% dei viaggiatori a livello mondiale.

Fonte: lastampa.it

Facciamolo in coro!


BERLINO


Il vescovo di Ratisbona ha ammesso che sono stati commessi abusi sessuali nell’ambiente del famosissimo coro di ragazzi di Ratisbona all’epoca in cui esso era diretto dal fratello di papa Benedetto XVI.

La rivelazione choc del vescovo è contenuta in una lettera scritta ai genitori e pubblicata sul suo sito internet. Il fratello di papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger ha detto di non essere a conoscenza di casi di abusi sessuali commessi nell’ambiente del coro di ragazzi di Ratisbona, di cui all’epoca era direttore. Lo ha detto lo stesso Georg Ratzinger alla radio bavarese Bayerischen Rundfunk, secondo quanto scrive l’agenzia stampa tedesca Dpa.

Nella lettera inviata ai genitori dei ragazzi del coro di Ratisbona, il vescovo di Ratisbona dice di «essere venuto a conoscenza di un caso di abusi sessuali negli anni ’50». «Il direttore del convitto dell’epoca, a quanto ci risulta, è stato condannato. Successivamente è morto», si legge ancora nel sito del vescovado. Il portavoce del vescovo Clemens Neck, ha dichiarato alla France Presse di «avere informazioni su presunti abusi commessi tra il 1958 e il 1973», sui quali «vogliamo si conduca un’inchiesta trasparente». Il fratello di papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger (86 anni), è stato alla guida dello storico coro di Ratisbona fondato nel 1975, dal 1964 al 1993.

Fonte: Lastampa.it

“Amici”… delle ex mogli degli amici


Ha stuprato l’ex moglie del suo migliore amico, con il quale aveva trascorso la serata e parte della nottata girovagando da un locale all’altro e bevendo una grande quantità di alcol. Per questo motivo Catello Miotto, 25 anni, originario di Napoli, residente a Bagnaia, una frazione di Viterbo, è stato arrestato dai carabinieri. Il giovane, titolare di una scuola di ballo, aveva avuto una certa notorietà nel 2003 per aver partecipato come ballerino alla trasmissione “Amici” di Maria De Filippi. Miotto, secondo quanto accertato dai carabinieri, sapeva che la donna, 33 anni, viterbese, avrebbe trascorso la notte in casa del suo ex marito per accudire la figlia di 6 anni, affidata al padre. Glielo aveva detto proprio lui mentre erano in giro per locali. Proprio in uno dei locali un buttafuori gli avrebbe negato l’ingresso. «Torno a casa» ha detto ad un certo punto Miotto all’amico, che invece è rimasto nella discoteca. Giunto a Bagnaia, anzichè salire a casa sua si è fermato al piano sottostante, dove abita l’amico, ha suonato il campanello e la donna lo ha fatto entrare. Hanno conversato alcuni minuti. Lui gli ha raccontato quanto successo nella discoteca. Sembrava affranto. La donna ha cercato di consolarlo. Poi lui le ha chiesto un bacio e al suo rifiuto, è scattata la violenza. L’ha afferrata, la spinta in camera da letto, dove dormiva al figlia, l’ha scaraventata sul letto. La donna ha tentato di resistergli, lo ha graffiato, gli ha provocato anche una ferita che è stata poi riscontrata dai carabinieri. Mentre la stava stuprando è arrivato l’ex marito che lo ha visto chino su lei che si divincolava. Lo ha sollevato, picchiato fino a farlo cadere sul pavimento e poi ha chiamato i carabinieri. La donna, in stato di choc, è stata trasportata all’ospedale cittadino, dove una visita medica ha confermato la violenza sessuale subita. Anche il giovane è stato visitato e i medici gli anno riscontrato i graffi che gli ha procurato la donna nel tentativo di sottrarsi allo stupro. I carabinieri hanno anche prelevato campioni dalle tracce di sangue trovate nella stanza e sul corpo della donna. Subito dopo il giovane è stato rinchiuso nel carcere viterbese di Mammagialla, in attesa di essere sottoposto ad interrogatario da parte del magistrato.

Fonte: lastampa.it

Travaglio: Lettera a Santoro dopo lite con Porro


Caro Michele, ho riflettuto su quanto è accaduto giovedì ad Annozero. E siccome è accaduto davanti a 4 milioni di persone, te ne parlo in forma pubblica. Parto da una tua frase dell’altra sera: “Parliamo di fatti”. Il punto è proprio questo. Si può ancora parlare di fatti in tv? Sì, a giudicare dagli splendidi servizi di Formigli, Bertazzoni e Bosetti. No, a giudicare dal cosiddetto dibattito in studio, che non è più (da un bel pezzo) un dibattito, ma una battaglia snervante e disperante fra chi tenta di raccontare, analizzare, commentare quel che accade e chi viene apposta per impedirci di farlo e costringerci a parlar d’altro. La maledizione della par condicio, dovuta alla maledizione di Berlusconi, impone la presenza simmetrica di ospiti di destra e di sinistra. E, quando si tratta di politici, pazienza: la loro allergia ai fatti è talmente evidente che il loro gioco lo capiscono tutti. Ma quando, come l’altra sera, ci si confronta fra giornalisti, anzi fra iscritti all’albo dei giornalisti, ogni simmetria è impossibile: quelli “di destra” parlano addosso agli altri e – quando non sanno più che dire – tirano fuori le mie condanne penali (inesistenti) o le mie vacanze con mafiosi o a spese di mafiosi (inesistenti). Da una parte ci sono giornalisti normali, come l’altra sera Gomez e Rangeri, che non fanno sconti né alla destra né alla sinistra; e dall’altra i trombettieri. Che non sono di destra: sono di Berlusconi. E non fanno i giornalisti: recitano un copione, frequentano corsi specialistici in cui s’impara a fare le faccine e a ripetere ossessivamente le stesse diffamazioni. Invece di contestare i fatti che raccontano, tentano di squalificarti come persona. Poi, a missione compiuta, passano alla cassa a ritirare la paghetta. E, se non si abbassano a sufficienza, vengono redarguiti o scaricati dal padrone. Non hanno una faccia e dunque non temono di perderla. Partono avvantaggiati, possono permettersi qualunque cosa. Non hanno alcun obbligo di verità, serietà, coerenza, buonafede, deontologia. Non temono denunce perché il padrone mette ogni anno a bilancio un fondo spese per risarcire i danni che i suoi sparafucile cagionano a tizio e caio dicendo e scrivendo cose che mai scriverebbero o direbbero se non avessero le spalle coperte. Come diceva Ricucci, che al loro confronto pare Lord Brummel, fanno i froci col culo degli altri. Sguazzano nella merda e godono a trascinarvi le persone pulite per dimostrare che tutto è merda. E ci tocca pure chiamarli colleghi perché il nostro Ordine non s’è mai accorto che fanno un altro mestiere. Ci vorrebbe del tempo per spiegare ogni volta ai telespettatori chi sono questi signori, chi li manda, quali nefandezze perpetrano i loro “giornali”, perché quando si parla di Bertolaso rispondono sulle mie ferie e soprattutto che cos’è davvero accaduto a proposito delle mie ferie: e cioè che ho documentato su voglioscendere.it   di aver pagato il conto fino all’ultimo centesimo e di aver conosciuto un sottufficiale dell’Antimafia prima che fosse arrestato e condannato per favoreggiamento, interrompendo ogni rapporto appena emerse ciò che aveva fatto (i due trombettieri invece dirigono e vicedirigono i giornali di due editori – Giampaolo Angelucci e Paolo Berlusconi, già arrestati due volte ciascuno, il secondo pregiudicato – e non fanno una piega). Ma in tv non c’è tempo per spiegare le cose con calma. E, siccome io una reputazione ce l’ho e vi sono affezionato, non posso più accettare che venga infangata ogni giovedì da simili gentiluomini. Gli amici mi consigliano di infischiarmene, di rispondere con una risata o un’alzata di spalle. Nei primi tempi ci riuscivo. Ora non più: non sai la fatica che ho fatto giovedì a restarmene seduto lì fino alla fine. Forse la mia presenza, per il clima creato da questi signori, sta diventando ingombrante e dunque dannosa per Annozero. Che faccio? Mi appendo al collo le ricevute delle ferie e il casellario giudiziale? Esco dallo studio a fumare una sigaretta ogni volta che mi calunniano? O ti viene un’idea migliore?