FIGLI DI PUTTANA


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Mi sembrava il miglior modo di riaprire il blog dopo una lunga pausa. Avevo in mente tante parole, tante condanne, tante puttanate che sono successe nell’ultimo mese. Berlusconi, Maroni, La russa, niente in confronto a questo.

Il figli di puttana non è dedicato a quei fottuti camorristi, ai quali purtroppo i napoletani sono abituati. Ma è diretto a questi bastardi che continuavano a obliterare biglietti, mentre un rumeno, si un fottuto rumeno, era lì a morire sotto i loro piedi. A MORIRE. Non a cantare una canzoncina di natale con la sua bella fisarmonica.

Petru Birlandeanu era un bardo, se ne andava in giro cercando di raccimolare qualcosina insieme alla sua ragazza. Le sue grida, le sue richieste di dannato aiuto sul corpo esanime del ragazzo, mi hanno davvero distrutto.

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