Archivio per giugno 2009

Scodinzolini forever


235209E’ un periodo in cui, sinceramente, il Blog è stato davvero l’ultima delle mie preoccupazioni. Non mi sono preoccupato di aggiornarlo molto, notando che, comunque, le visite non mancavano/mancano. (Articolo su Brunetta docet)

Sono successe tante cose nell’ultimo periodo, tante cose di cui avrei voluto parlare. La mia continua sfiducia in un uomo come Antonio Di Pietro, le “pedofiliate” di Silvio Berlusconi, la mia continua indignazione per la tv di regime, per l’informazione sottomessa, ormai ridotta a larva.

Ma pochi giorni fa è avvenuto l’inevitabile.

Minzolini è stato eletto nuovo direttore del TG1. Il direttore del maggiore telegiornale del servizio pubblico. Una carica importante, ricoperta in passato da Gad Lerner poi giù per una discesa senza fine, fatta di censure, di silenzi, di asservilimento continuo. Prima Mimun, uno che spazia dal tg5 al tg2 al tg1 senza farsi troppi problemi. Perchè farsene in teoria, il padrone è sempre lo stesso.

Mimun è stato ed è un grande esempio di Pulitzer per la censura. Basti ricordare quando fu l’unico a non mandare in onda, nell’edizione del tg1 del 2 luglio 2003,  l’audio della seduta del Parlamento europeo in cui il premier Silvio Berlusconi paragonava ad un kapò nazista il deputato socialista tedesco Martin Schulz, colpevole solo di aver sottolineato il suo conflitto di interessi e le scelte del suo governo.

Secondo il Financial Times: Neanche il telegiornale sovietico di Breznev avrebbe potuto fare di meglio.

Senza dimenticare inoltre quando fu smascherato da Striscia la notizia nel settembre 2003. Il tg1 di Mimun presentò l’intervento di Berlusconi all’ONU accolto da applausi dell’aula al gran completo. Fu fatto in realtà davanti a sedie semivuote e pochissima gente. Le immagini del pubblico erano quelle dell’invervento precedente di George W. Bush.

Mimun, un grande esempio di servilismo italiota. Avrebbe carriera assicurata negli altri paese “Parzialmente liberi” per quanto riguarda la libertà di stampa.  Come noi, insomma.

Passando poi dal sempre molto elegante e servizievole, Gianni Riotta e il suo Benjamin, si arriva al premio Pulitzer in questione. Augusto Minzolini.

Dell’ultimo scandalo che riguarda il giro continuo di attricette e puttane a Villa Certosa e Palazzo Grazioli, le stesse che poi sono state candidate prima e eliminate subito dopo le parole di guerra di Veronica Lario, il tg1 è riuscito a dare solo brevi e futili particolari, tralasciando le indagine relative all’inchiesta di Bari.

Minzolini ha definito il tutto “carta straccia, gossip, informazione da nulla”.  Minzolini è uno di quei giornalisti che andavano qualificati. Dopo aver lavorato con Panorama ed esserne stato editorialista, nonchè grande amico di Rossella, e inventore del minzolinismo, neologismo nato a metà degli anni ’90, inteso come «forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte», Scodinzolini ha finalmente realizzato il suo sogno. Soddisfare il padrone.

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FIGLI DI PUTTANA


http://napoli.repubblica.it/multimedia/home/6482639

Mi sembrava il miglior modo di riaprire il blog dopo una lunga pausa. Avevo in mente tante parole, tante condanne, tante puttanate che sono successe nell’ultimo mese. Berlusconi, Maroni, La russa, niente in confronto a questo.

Il figli di puttana non è dedicato a quei fottuti camorristi, ai quali purtroppo i napoletani sono abituati. Ma è diretto a questi bastardi che continuavano a obliterare biglietti, mentre un rumeno, si un fottuto rumeno, era lì a morire sotto i loro piedi. A MORIRE. Non a cantare una canzoncina di natale con la sua bella fisarmonica.

Petru Birlandeanu era un bardo, se ne andava in giro cercando di raccimolare qualcosina insieme alla sua ragazza. Le sue grida, le sue richieste di dannato aiuto sul corpo esanime del ragazzo, mi hanno davvero distrutto.