Archivio per aprile 2009

Poi vi pare che non ho ragione?


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Io e te non siamo uguali


Io e te non siamo uguali. Tu sei fascista e io antifascista. Forse per te questo non conta niente. Per me invece conta molto.ioetesiamodiverse

Ti vedo: hai i capelli come me, due occhi come me, una bocca, le orecchie, due seni e il sangue che ti scorre tra le gambe ogni mese. Tutto uguale, ma io e te siamo diverse.

Hai avuto figlie come le ho avute io, hai una famiglia e ami qualcuno. Proprio come me. Ma io e te siamo diverse.

Hai quel sorriso che ti fa una piega strana, una ruga piccola proprio a sinistra del tuo naso. Come se mi guardassi allo specchio. Ma io e te siamo diverse.

Non lo dico per capriccio. E’ un fatto preciso. Te lo posso provare. Ho impiegato una vita a trovare le prove. Per smentire tutti quelli che mi dicevano che io e te eravamo la stessa cosa.

Mi guardavano come si guarda una matta. Eravamo arrivate a questo. Non mi credeva più nessuno.

C’eri tu che dicevi che eravamo uguali e sei riuscita a convincere tante che mi ripetevano le tue parole. Come un mantra. Io come te. Io come te. Io come te.

Non so spiegarti come mai. Forse la mia natura ribelle. Forse perché ho letto la storia e ho ascoltato i racconti delle mie nonne. Tutte persone non sospette. Non militavano in nessuna organizzazione e non alzavano mai la voce. Semplici donne di paese. Avevano il difetto di non essere cieche e di non essere vigliacche.

Condannate alla fame, passavano il tempo a seppellire morti. Se fossero ancora vive mi darebbero ragione, mi direbbero che io e te non siamo uguali, stanne certa.

Io so che è così. Non basta avere lo stesso colore del sangue e appartenere allo stesso genere per essere identiche.

Io e te siamo diversissime. E’ impercettibile per chi non ha chiare le differenze ma persino tra le sorelle gemelle si finisce per saper distinguere una dall’altra.

A me non è mai capitato di voler vivere all’ombra di un uomo. Io non ho mai avuto la passione per il “capo”. Non mi interessa coccolare la fragilità del carnefice. Non mi interessa emergere come donna portatrice delle idee di mio nonno, di mio padre, di mio marito perchè so distinguere tra l’affetto e il senso critico. Non mi interessa fare violenza al mondo per riconciliarmi con i miei affetti. Non mi interessa usare i miei affetti per puro calcolo e per evitare di riconciliarmi con il mondo. A te invece si.

A me non è mai capitato di giustificare il mio ragazzo o mio marito se esce con la spranga e va a malmenare un immigrato. A te invece si. Tu sei persino riuscita a trovare una ragione politica per questa carneficina.

Io non potrei essere complice silenziosa di un figlio, di un uomo che ritiene giusto stuprare una donna per darle una lezione. Non potrei mai ridere alle battute cattive di un marito che giudica e condanna le donne che amano altre donne. Io non potrei vivere con un marito che pensa di dovermi “aiutare” a fare più figli per il bene della patria. Tu invece si.

A me non è mai capitato di considerare altre persone degli esseri inferiori. A te invece si.

A me non è mai capitato di voler imporre la mia opinione su ogni persona della nazione in cui abito. A te invece si. Tu sei convinta che la tua malsana idea sia quella giusta e pur di affermarla uccideresti me. Mi uccideresti a mani nude mentre guardi i miei capelli, la mia bocca, i miei occhi, guardi scorrere il mio sangue e in quel momento e solo allora sei disposta ad ammettere in pubblico, a confessare, che io e te non siamo uguali perché per te io sono niente. Meno di zero.

Capirai certo che non posso rischiare la vita per scoprire il tuo segreto anche perché so già che proverei una delusione. Mia nonna me lo ha raccontato. L’indifferenza è quella che ammazza di più.
Anche se ti scoprissi e ti inducessi ad ammazzarmi in pubblico sono quasi certa che tutti rimarrebbero impassibili, perché confondono la menzogna con la realtà o per convenienza, anzi ci sarebbe persino chi riconoscerebbe in me una colpa e in te il diritto di togliermi la vita.

Perciò non mi resta che farti sapere, dirlo a te, che so mi crederai perchè sei mia nemica. E’ una parola dura, bandita in questo pezzo di secolo. Mi hanno detto che bisogna dire che siamo tutte amiche. Ma io so cos’e’ l’amicizia e tu non sai dimostrarne ne’ a me ne’ a tante altre donne come me.

Tu e io siamo diverse ed è un problema tuo perché te ne devi assumere la responsabilità.

Oggi, lo sai, non è più come una volta. Non lo è grazie a quelle come me. Perciò non devi fare quello che fa tuo marito, non devi cancellare tutto per tenere unita la famiglia, non devi assolvere gli uomini che hai incontrato perché non sapresti come stare al mondo senza di loro.

Oggi sei indipendente, puoi esserlo, hai molte scelte. Tra queste anche quella di appartenere ad un nucleo separatista verde, di rifarti la faccia di plastica e andare a sbraitare in tivu’ sulla purezza della razza e sulla magnificenza del dio cattolico, o quella di fare la fascista del terzo millennio che trova una dimensione sociale nei concerti durante i quali si inneggia alla morte della opinione altrui sul piano fisico.

Non hai più scuse, per me non ne hai mai avute. Sei un pezzo di storia sbagliata che decide e non si indigna mentre i bambini di altre razze vengono cacciati fuori dalla scuola, dal diritto ad una esistenza degna, dalla loro stessa vita. Sei quella che vomita concetti che diventano leggi e si impongono nella mia sfera privata. Sei quella che mi tratta come fossi un numero che deve obbedire quando riceve gli ordini.

Io e te non siamo uguali e mi sono stancata di sentire chi dice che non è così. Smetti di dire bugie e di nasconderti dietro la confusione. Smetti di disorientare, di fare la vittima, di strisciare come un verme tra equivoci e fraintendimenti. Smetti di essere vigliacca. Assumiti la responsabilità di ciò che sei e dillo almeno a me, a me soltanto.

Io e te non siamo uguali. Le donne non sono tutte uguali. Maledette quelle che hanno provato a farmelo credere.

Io e te non siamo uguali. Con te io non condivido niente. Non celebro feste e *unità* di nessun genere. Perciò smetti di mentire e stammi lontana perché se dovessi incontrarti, se tu dovessi interferire ancora con le mie scelte, se tu dovessi ancora impedirmi di esistere, se tu dovessi ancora dirmi che io sono uguale a te, mi sentirei veramente offesa e reagirei. E sarebbe legittima difesa.

Da femminismo a sud

Scandalo Formato G8


di Fabrizio Gatti, l’Espresso

Per il summit dei grandi della terra alla Maddalena lavori da 300 milioni di euro. E l’appalto più ricco va a una società vicina alla moglie del dirigente della Protezione civile che sovrintendeva all’intera opera

Prende forma il palazzo del vertice

In Italia è tra le più piccole imprese edili e incasserà oltre 117 milioni in nove mesi. Non è la lotteria di Capodanno, ma la montagna di soldi pubblici che l’Anemone Costruzioni di Grottaferrata, alle porte di Roma, riceverà grazie ai lavori per il G8 sull’isola della Maddalena. Luciano Anemone, 54 anni, amministratore unico della società a responsabilità limitata, tra le tante opere sta costruendo il centro congressi che nel luglio 2009 ospiterà il primo grande vertice internazionale con il neopresidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Ed è come se gli italiani gli consegnassero 2 euro a testa. Neonati compresi. Un record. Anche perché il signor Anemone, pur dichiarando soltanto 26 dipendenti, si è preso la fetta più grossa della torta da quasi 300 milioni di euro suddivisi tra cinque società. Una spesa da nababbi con l’aria che tira, le famiglie in crisi, la Fiat in gravi difficoltà e l’Alitalia ko. Inutile tentare di sapere perché sia stata scelta proprio la ditta Anemone. I criteri di selezione delle cinque imprese, chiamate senza pubbliche gare d’appalto, così come i progetti, sono coperti dal segreto di Stato: provvedimento imposto da Romano Prodi, confermato da Silvio Berlusconi e affidato con tutte le opere alla Protezione civile e al suo direttore, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso.


Questioni di sicurezza, hanno dichiarato. Ma sollevando il velo della riservatezza si incontra ben altro. ‘L’espresso’ è entrato di nascosto nei cantieri sull’isola della Maddalena. E ha scoperto cosa finora il segreto di Stato ha impedito di vedere. Il sospetto di spese gonfiate. Costi di costruzione da capogiro a più di 3.800 euro al metro quadro. Lavoratori senza contratto. Operai pagati con fondi neri. Le minacce del caporalato (vedi l’articolo a pag. 38). E un curioso legame d’affari tra la famiglia del coordinatore della struttura di missione della Protezione civile, Angelo Balducci, e l’impresa che a fine lavori guadagnerà di più. L’Anemone, appunto.

Non finisce qui. Il secondo grande appalto, 59 milioni per la costruzione dell’albergo che ospiterà i capi di Stato, la Protezione civile lo ha affidato alla Gia.Fi. di Valerio Carducci, 60 anni, cavaliere della Repubblica, l’imprenditore fiorentino coinvolto nell’inchiesta di Luigi De Magistris sulla presunta rete di favori tra malaffare e politica nazionale in Calabria. E anche i criteri di selezione della Gia.Fi. sono coperti da segreto.

Angelo Balducci, ingegnere spesso accanto a Bertolaso, ha fama di uomo da centinaia di milioni di euro. È il braccio operativo nei grandi appalti della Protezione civile. Non solo calamità, soprattutto organizzazione di grandi eventi come il G8. Per anni provveditore ai Lavori pubblici su Lazio e Sardegna, Balducci ha coltivato le amicizie che contano con l’imprenditoria e il Vaticano. Le sue relazioni politiche vanno dal leader della Margherita, Francesco Rutelli, al ministro di An alle Infrastrutture, Altero Matteoli. Il 10 ottobre scorso Matteoli propone al Consiglio dei ministri e ottiene la nomina di Balducci a presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Nei mesi precedenti, dal 19 marzo al 13 giugno 2008, proprio durante il periodo più delicato con la preparazione dei cantieri e il conferimento degli appalti, l’ingegnere è il soggetto attuatore di tutte le opere per il G8, cioè l’uomo dalle mani d’oro: provvede alle procedure necessarie per l’affidamento degli incarichi, alla stipula dei contratti, alla direzione dei lavori e al pagamento degli stati di avanzamento. E come soggetto attuatore si occupa delle imprese della famiglia Anemone.

Balducci è un grande esperto nei contratti assegnati d’urgenza dalla Protezione civile, senza gare d’appalto. Segue per mesi i lavori per i Mondiali di nuoto del 2009 a Roma e per le manifestazioni del centocinquantesimo anniversario della Repubblica da celebrare nel 2011. Venerdì 13 giugno, però, è una pessima giornata. Un’ordinanza di Berlusconi lo rimuove dall’incarico di soggetto attuatore per il G8 e i Mondiali di nuoto. Ai cantieri della Maddalena, Balducci viene sostituito da un ingegnere dello staff, Fabio De Santis. Ma continua a occuparsene con “funzioni di raccordo tra la struttura di missione”, cioè la Protezione civile, e i “soggetti coinvolti dagli interventi infrastrutturali”. In quell’ordinanza, c’è però un passaggio che farebbe tremare i polsi a qualunque funzionario. Berlusconi dispone che Bertolaso costituisca “una commissione di garanzia composta da tre esperti di riconosciuta competenza e professionalità, anche estranei alla pubblica amministrazione”. Una spesa in più per il G8, perché i compensi per gli esperti sono ovviamente a carico dello Stato. Obiettivo della commissione: “Assicurare un’adeguata attività di verifica degli interventi infrastrutturali posti in essere dai soggetti attuatori… in termini di congruità dei relativi atti negoziali”.

Filo spinato intorno al cantiere

Qualcosa insomma non va nella contrattazione degli appalti. Ma il segreto di Stato mette tutto a tacere. Così la squadra della Protezione civile in missione in Sardegna può raccontare, senza essere smentita, che Balducci è stato promosso. Anche se per lui, che era già stato presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, è un ritorno al passato. Il 31 ottobre tocca a De Santis. Sostituito per decreto, come Balducci. Berlusconi ora nomina un esterno alla pubblica amministrazione, Gian Michele Calvi, professore di ingegneria all’Università di Pavia. Il caso è archiviato.

Eppure non è solo una questione di nomine tra il governo e la Protezione civile. Tutte le ditte per lavorare ai progetti del G8 devono ottenere il nulla osta di segretezza. E il nulla osta dovrebbe essere rilasciato dal ministero dell’Interno soltanto dopo accurate indagini sulla trasparenza delle imprese. Invece troppi particolari sono sfuggiti a chi avrebbe dovuto controllare. Bisogna lasciare la Maddalena, volare a Fiumicino e salire a Grottaferrata, alle porte di Roma. Via 4 novembre 32, nel mezzo di un quartiere di viali alberati, è l’indirizzo dichiarato da Luciano Anemone come sua residenza o come sede legale dell’Anemone Costruzioni. Ed è anche, come ha scoperto ‘L’espresso’, l’indirizzo di una casa di produzioni cinematografica, la Erretifilm srl. Di chi è? Amministratore unico e proprietaria al 50 per cento è Rosanna Thau, 62 anni, moglie di Angelo Balducci. Venticinquemila euro per costituire la srl della signora Balducci li ha messi però Vanessa Pascucci, 37 anni, amministratore unico e socia a metà di un’altra impresa edile legata alla famiglia Anemone, la Redim 2002 di Grottaferrata. E attraverso la Redim 2002, Vanessa Pascucci è anche socia dell’Arsenale scarl: società costituita apposta per il cantiere nell’ex Arsenale della Maddalena. Così il cerchio si chiude. Protetto dal segreto di Stato, l’appalto più ricco del G8 è finito a società amiche di chi aveva in mano la cassa. Con il suo seguito di domande. A cominciare da questa: chi ha scelto di affidare a Balducci l’incarico più delicato?

I guadagni in gioco sono spaventosi. L’opera su cui è già possibile fare qualche conto è l‘albergo che ospiterà i presidenti. Capocommessa del cantiere, la Gia.Fi. di Valerio Carducci. Le poche notizie uscite dagli uffici della Regione Sardegna parlano di 57 mila metri cubi per un costo d’opera salito da 59 a 73 milioni di euro. Considerando un’altezza media delle stanze di 3 metri, sono 19 mila metri quadri coperti. Dunque un costo di costruzione al metro quadro di 3.842 euro, escluso il valore dell’area. Una cifra pazzesca se paragonata al valore di costruzione che per le case di lusso, secondo un capomastro della Maddalena, non supera i 1.200 euro al metro. Polverizzati anche i valori di vendita pubblicati dal sito dell’Agenzia del territorio: un massimo di 3.100 euro al metro quadro per le ville e di 2.000-2.300 per le attività commerciali. Così un ente dello Stato, la Protezione civile, sta finanziando un’opera ignorando le quotazioni pubblicate da un altro ente statale, l’Agenzia del territorio. L’esubero potrebbe essere giustificato con le spese per l’arredamento, il centro benessere e i letti su cui dormiranno Nicolas Sarkozy, Carla Bruni e Angela Merkel. Ma è difficile crederlo. Ammettendo un costo di costruzione molto vantaggioso per le imprese di 2000 euro al metro quadro (38 milioni in totale), per l’arredamento avanzerebbero 35 milioni. Cioè il costo di un altro albergo.

Segnalazioni:

link all’articolo dell’espresso: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Scandalo-Formato-G8/2054079

Il primo ministro del “Ma che cazzo..!?”


berlusconi-setChe cosa fa dire a Silvio Berlusconi le cose ridicole che dice?

Gli Americani che hanno avuto l’occasione di vedere il bizzarro filmato sul Vertice dei G20 della settimana scorsa, con il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi che sbraitava “Miister Obamaa, Miister Obamaa!” con evidente irritazione della Regina inglese – e che erano rimasti scioccati dopo la famigerata battuta su Obama, definito “alto, bello e abbronzato” potrebbero domandarsi: Che cos’ha quest’uomo? Ha per caso un problema con Obama?

Giusto per mettere a tutti l’anima in pace, la risposta immediata è: No, lo fa con tutti! O, perlomeno, qualcosa di ugualmente bizzarro. Appena pochi giorni dopo l’episodio del “Miister Obama”, Berlusconi ha messo in imbarazzo il cancelliere tedesco Angela Merkel uscendo dalla sua limousine per una visita ufficiale parlando al cellulare, mentre lei lo attendeva su un tappeto rosso per accoglierlo. Lui le ha voltato le spalle e ha continuato a parlare per diversi minuti mentre la Merkel è rimasta lì in piedi a mano protesa finchè finalmente, con evidente disappunto, ha lasciato perdere ed è rientrata.

Cose come queste accadono da quando Berlusconi divenne per la prima volta Presidente del Consiglio nel 1994. Durante una delle sue prime conferenze internazionali, fece il “segno delle corna” o “del cornuto”, sulla testa del Ministro degli Esteri spagnolo mentre si posava per una foto di gruppo. Alle obiezioni della gente, egli insistette che si trattava di un gesto “amichevole” volto a creare un senso di cameratismo.

Nel 2001 diede del kapò di un campo di concentramento ad un membro tedesco del Parlamento Europeo; nel 2002 definì il Primo Ministro danese Anders Rasmussen “il più attraente politico in Europa” e suggerì che questi sarebbe potuto essere un ottimo partito per la moglie stessa di Berlusconi, la quale si vociferava avesse, all’epoca, una relazione con l’allora sindaco di Venezia, Massimo Cacciari. “È molto più bello di Cacciari” disse Berlusconi durante una conferenza stampa, aggiungendo quindi ad un perplesso Rasmussen “Ti spiego dopo”.

Dopo i negoziati sulle politiche agricole nel 2005, egli sottolineò di avere usato tutte le sue “capacità di playboy” per strappare concessioni in favore dell’Italia al Primo Ministro finlandese, una donna non certo nota per bellezza fisica.

Nel periodo in cui Berlusconi rivestì la carica di presidente dell’Unione Europea, due anni prima, sconvolse un convegno di capi di stato proponendo di alleggerire l’atmosfera parlando di “calcio e donne”. Successivamente suggerì a Gerhard Schroder, il pluri-sposato ex cancelliere tedesco, che egli forse avrebbe voluto parlar loro di donne.

Vi è una logica in ciò che può sembrare essere una strana forma di sindrome di Tourette? I suoi commenti inappropriati sono il comportamento di un uomo talmente potente nel suo Paese, la cui ricchezza privata e potere pubblico sono un tutt’uno, che egli non fa più distinzione fra comportamento pubblico e privato. E non è tenuto a farla. E’ circondato da impiegati e portaborse che sghignazzano ai suoi scherzi e elogiano ogni sua esclamazione – e da giornalisti che non fanno mai domande difficili o imbarazzanti.

Si comporta ad una conferenza stampa internazionale come se fosse seduto alla tavola di casa sua. Infatti, è più a suo agio nell’intrattenere ospiti internazionali nella sua favolosa villa in Sardegna (fondendo ancora una volta pubblico e privato), dove capi di stato e soubrette televisive possono mischiarsi – e Berlusconi può dire ogni cosa gli passi per la testa senza il timore di un pubblico imbarazzo.

E’ così abituato al controllo pressoché totale della stampa italiana da reagire con sgomento e rabbia quando la stampa internazionale non riesce a trattarlo con una simile deferenza. L’affermazione di Berlusconi sul “kapò”, trasmessa in tutto il mondo, non è stata mandata in onda sulla principale TV di stato. La stessa cosa è avvenuta di recente, quando Berlusconi ha fatto un commento che è sembrato indicare che lo stupro fosse una naturale conseguenza della libido maschile: “Per fermare gli stupri, dovremmo assegnare un poliziotto ad ogni ragazza carina in Italia.”

Parte delle brutte figure di Berlusconi all’estero derivano anche dal suo desiderio di dominare ogni situazione e dalla sua frustrazione nel dover occupare un posto secondario nei convegni internazionali. Quando Berlusconi spiegò che egli non avrebbe partecipato alla cerimonia di inaugurazione di Obama a Washington, espresse un commento rivelatore: “Non sono una comparsa nel cast di un film; sono un attore protagonista.” Berlusconi è chiaramente seccato che Obama, un nuovo arrivato con solo un paio di milioni di dollari di patrimonio, sia una star ben più grande.

Dunque, come mai Berlusconi continua a essere così popolare in Italia, secondo quanto suggeriscono sia la sua rielezione la scorsa primavera sia i recenti sondaggi?

Beh, il suo intuito politico in patria e la sua incapacità all’estero – un’apparente contraddizione – sono in realtà strettamente legati.

Il suo commento riguardo l’alleggerire i negoziati sulla Costituzione Europea parlando di “calcio e donne” sembrò non dignitoso agli occhi dei suoi colleghi politici, ma è parte del fascino populista di Berlusconi in Italia. Dopo tutto, “calcio e donne” sono gli argomenti di conversazione preferiti nei bar all’angolo nella maggior parte delle città italiane e la reputazione di Berlusconi come padrone di club calcistici e la celebrità legata alle dicerie che lo associano a numerose belle donne è parte di ciò che ha permesso all’uomo più ricco del paese di sviluppare un genuino fascino operaio.

Che l’Italia non solo accetti, ma addirittura approvi Berlusconi è sintomo di un paese in profonda crisi, con un’economia stagnante, una classe politica di cui la popolazione ha la nausea e una debole opposizione che ha fallito nell’offrire una credibile alternativa a Berlusconi.

I suoi commenti inappropriati sono visti da alcuni dei suoi sostenitori come una forma di autenticità, l’opposto delle accorte affermazioni di politici esemplari, e quindi rinforzano l’immagine di Berlusconi come anti-politico.

Inoltre, a differenza della maggior parte dei suoi rivali, che devono fingere di apprezzare e capire la cultura popolare, Berlusconi possiede un fiuto infallibile per il più basso denominatore comune che l’ha aiutato moltissimo nella sua carriera come magnate delle televisioni, e ancora continua a farlo. Egli ama sinceramente le serie televisive dozzinali e l’umorismo da volgare.

Per quanto riguarda Obama, lui e Berlusconi dovrebbero andare tranquillamente d’accordo. È difficile immaginare che il suo modo di parlare da spogliatoio vada bene specialmente con Obama, ma Berlusconi sa anche riconoscere una star quando la vede ed è ansioso di attaccarvisi (nonostante egli preferisca pur sempre essere l’attrazione principale). E, infatti, Berlusconi è emerso dall’incontro con il presidente degli Stati Uniti entusiasta: “Ha confermato le mie aspettative, facendomi un’eccellente impressione per saggezza, lucidità e, devo dirlo, umiltà.” Qualcosa che nessuno ha imputato a Berlusconi.

Alexander Stille, The New Republic, USA

Gli sciacalli dello share


Tommaso sta bene e con lui tutta la sua famiglia. Un grosso sostegno e un abbraccio forte. Noi(la parte buona dell’Italia) siamo con voi.

Il Brunetta della domenica


brunettaSono mesi che mi riprometto di fare un articolo su codesto signore e finalmente ho trovato il tempo di farlo.

Il nostro ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, è passato alla ribalta delle cronache italiane come uno dei politici di era Berlusconiana più apprezzati, proprio per il suo “instancabile” lavoro e la sua tenace attività contro i fannulloni presenti, senza alcun dubbio, nell’amministrazione pubblica.

I punti principali dell’era Brunetta sono molteplici e vanno, dalla lotta già citata ai fannulloni, alle pensioni, al debito pubblico. Partirei proprio da quest’ultimo punto però.

Il debito pubblico Italiano ha stabilito un nuovo record nel novembre 2008, quando, secondo i dati di Bankitalia contenuti nel supplemento al bollettino statistico, l’ammontare complessivo del debito è balzato a 1.700,2 miliardi. Il debito si è perciò assestato a 1.663.637 milioni ovvero al 105,8% del PIL in rialzo rispetto al 103,5% del 2007. Un debito pubblico che Brunetta ha spesso detto di voler provare a risanare, grazie al suo facoltoso passato da consigliere economista. Infatti, lo stesso Brunetta, è stato consigliere prima di Bettino Craxi, (anni nei quali il debito pubblico raddoppiò, e il rapporto reddito/PIL passò dal 70% al 92% in 4 anni n.d.r), poi di Giuliano Amato. In poche parole contribuì ad aumentare quello che è il debito pubblico, e con tanti spot ora tenta di risanarlo.

Abbandonato il discorso debito pubblico, ritorniamo alla caccia alle streghe, o meglio ai fannulloni. Secondo un’inchiesta dell’Espresso(il link è contenuto in Segnalazioni), il signor Brunetta nella sua brillante carriera ha fatto tutto ciò che adesso condannerebbe al rogo. Si parte innanzitutto dalle sue partecipazione come deputato Europeo a Strasburgo dove le sue presenze sono assestabili attorno al 50%, all’incirca 1 visita su 2. Nella seconda legislatura riuscì a fare ancora meglio, calando le sue presenze dal 57,9% al 53,7%. Senza contare poi le sue attività all’interno del parlamento europeo, che sono minime. Se, infatti, proprio a Strasburgo avessero attivato quella che è la legge dei “tornelli” o anti-fannulloni, l’oggi ministro della funzione pubblica non avrebbe sicuramente fatto bella figura. Per tornare in Italia, le sue presenze alla commissione lavoro tra il 1999 e il 2001 sono risultate la metà degli incontri(come risulta dal suo sito personale) e infine, tornando in Italia, durante la sua attività di consigliere comunale e capo dell’opposizione dal 2000 al 2005, a Ca Loredan, ha presieduto a 87 riunioni su 208 sedute, peggio di tutti gli altri 47 consiglieri comunali.

Ma adesso, diventato ministro della nuova era Berlusconi, Brunetta spopola nei programmi tv e alla radio, come colui che sta provando, con ottimi risultati, a sanare l’amministrazione pubblica, senza alcun dubbio allo sbaraglio. Mentre la sua caccia alle streghe continua, sollecitata da buona parte del paese, i politici rimangono ancora, almeno secondo costituzione, dei dipendenti pubblici. Si, ma sembra a statuto speciale. Perchè il Ministro Brunetta, a partire dall’insediamento di questo governo, non ha preso alcun provvedimento contro quella che più volte è stata definita “casta”, lasciando così i vari ministri, deputati e senatori liberi di agire nella loro impunità. Come Mr. Impunità comanda, insomma. Cosi mentre Brunetta lavora alle norme anti-assenteismo e prevede che un impiegato infortunato sia costretto agli “arresti domiciliari” e al fax di ordinanza, il parlamentare è libero di assentarsi quando vuole(niente tornelli in parlamento?), di avere paga doppia(i vari Ghedini, avvocato di Berlusconi, che riceve paga da parlamentare e da avvocato e che vota le leggi per il suo padrone, insegnano) e di girovagare per l’Italia con auto-blu e scorta al seguito, senza rinunciare mai e poi mai allo stipendio più alto d’Europa.

Ma senza contare la “casta”, che ormai s’è chiusa a riccio avvolta nella sua impunità, il Ministro non ha mai preso alcun provvedimento, come secondo logica, contro i dirigenti. I dirigenti, in altre parole coloro che dovrebbero controllare i controllati, sono liberi di agire come prima dell’avvento del cacciatore. Mentre i controllati, che erano liberi di agire proprio perchè non vincolati da alcun controllo, sono sottoposti a regole ferree e a regolamentazioni dure. Forse anche giuste. Ma un minimo di buon senso è doveroso. Come si può agire contro i controllati, con norme severe quanto si vuole, senza prima agire contro i controllori?

Ma naturalmente, tutto questo è impronunciabile. Tanto che il cosiddetto “contraddittorio”, che tanto manca alle trasmissioni nelle quali sono presenti i vari Travaglio&Co, non è doveroso nel momento in cui un ministro, Brunetta, presiede ad una trasmissione radio fatta quasi in suo onore e denominata appunto “il Brunetta della Domenica”(presieduta da un grande democratico come Pamparana, che lavora al giornale e collabora con il TGCOM), come se fosse una ricetta, uno scacciapensieri, un aiuto contro il malocchio. In questa trasmissione, senza un alcunché di contraddittorio, il ministro si prende la briga di attaccare opposizione(giustamente, nel caso ne esista una n.d.r), di sparare cifre e di elogiarsi ergendosi a portatore della luce e della verità. Questa mattina, tra pensioni, giovani e debito pubblico, il ministro si è soffermato sulla manifestazione di ieri, della CGIL a Roma. La discussione s’incentrava principalmente sui numeri. 2.7 milioni per la CGIL, 200.000 persone per la Questura di Roma. Come al solito in queste manifestazioni, chi organizza spara cifre probabilmente esorbitanti(5 cortei, 1.5 milioni di volantini distribuiti, 12 schermi, 26 torri, 6 interventi e 100 portali sul web: dati della manifestazione), chi è contrario segue i dati della Questura che dovrebbero assestarsi sul vero.

Lo stesso capitò con la manifestazione di Veltroni, che parlava di 2.5milioni di persone al circo massimo: sempre 200.000 secondo la Questura. Dati opinabili insomma.

Quando però Silvio Berlusconi, portò a San Giovanni “2milioni di persone contro il regime“(il che già sembra una presa per culo n.d.r) lo scorso anno, i dati della questura non esistevano.

Infatti San Giovanni è circa 1/4 del Circo Massimo (39.000 metri quadri contro 140.000): se in un metro quadro ci stanno 4 persone, significa che Berlusconi all’epoca aveva radunato appena 156.000 persone, mentre Veltroni ad ottobre e Epifani oggi al massimo 560.000, se non si contano quelli rimasti fuori. La matematica non è un’opinione (probabilmente per i signori della destra sì), ma se anche così non fosse, Berlusconi sarebbe riuscito 3 anni fa a stipare 56 persone in un metro quadro.

Ma come disse qualcuno un giorno, trattandosi dell’unto del Signore, tutto è possibile.

Segnalazioni:

http://www.gennarocarotenuto.it/4553-che-furbetto-quel-brunetta/ (alcuni dati sono ripresi dall’articolo e dal sito del Ministro stesso)

http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=16320&sez=HOME_ECONOMIA&npl=&desc_sez= (i dati della manifestazioni CGIl, del 4 aprile)

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-10/brunetta-onda/brunetta-onda.html(gli studenti “guerriglieri by Brunetta)

http://www.youtube.com/watch?v=UdWbiVSyOcg(contestazione a Napoli di due studenti)

Papa Impunità I


d81608f4371542ca1dd64f0de24728231G20,Berlusconi: “Non abbiate paura”

“Gli Stati faranno la loro parte”

Il messaggio al termine del vertice dei G20 a Londra sarà “non abbiate paura”. Lo garantisce il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ribadendo la convinzione che “questa crisi è soprattutto psicologica”. Secondo il Capo del governo, così come gli Stati hanno garantito che nessuna banca sarebbe fallita, allo stesso modo “oggi dovrebbero garantire che nessuno dei loro cittadini che perde il lavoro sia lasciato indietro”.

Ogni riferimento a parole, persone o atti apostolici è puramente casuale.