No, we can’t


centrale-nucleare-belgioMentre la crisi economica minaccia di scuotere profondemente le nostre società, se non di travolgerle del tutto, i pessimisti ripetono che l’ambientalismo è finito, morto. In queste circostanze, dicono, bisogna dare la priorità alla lotta alla disoccupazione, alla crescita economica e al welfare, mettendo in secondo piano le questioni ambientali.

Questioni ambientali che ci riguardano sempre più da vicino.

Sono prettamente convinto del fatto che l’epoca in cui l’ambientalismo poteva essere considerato come una seconda scelta o un alternativa trascurabile stia per finire. Oramai ogni decisione politica, di questi mesi o prossima, dovrà tenere conto di questioni come i cambiamenti climatici, l’esaurimento delle risorse idriche e l’inquinamento atmosferico. Senza lasciar perdere la dipendenza forzata dell’Occidente dall’oro nero dei paesi Islamici o dal gas dei Paesi dell’Est.

Ecco perchè non possiamo pensare o per lo meno continuare a pensare che questi problemi non ci riguardino, che non pesino sulle nostre economie e che non abbiano alcun impatto sul nostro benessere.

E’ per questo fondamentale la scelta di Barack Obama di intraprendere la strada dell’ecologia, una sorta di “New Deal Verde”. Un New deal che ha molte aspettative e nutre numerose speranze. Innanzittutto potrebbe portare ad un distacco anche se lento dall’uso dei combustibili fossili ed inoltre darà nuove prospettive di lavoro a milioni di persone che l’hanno perso o lo stanno per perdere.

Nel suo programma Obama ha sempre promesso importanti novità nel campo ambientalistico, a partire dalla riduzione dell’emissioni di CO2 e dai forti incentivi stanziati per coloro che utilizzeranno energie alternative e rinnovabili, sino alla riduzione, già citata, dell’uso di petrolio. Obama ha inoltre indicato la prospettiva di mettere in strada più di 1 milione di auto ibride entro il 2015, con una massiccia conversione ai biocarburanti. Per l’energia infine, Obama punterà molto sul solare e sull’eolico tentando di ottenere il 10% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2015 ed il 25% entro il 2025.

Tutto questo in America.

E in Italia invece?

Il nuovo decreto legge n.185/2008 (art. 29, commi dal 6 all’11) taglia il bonus fiscale di detrazione del 55% e darà un forte colpo allo sviluppo previsto nei prossimi anni nel settore delle energie alternative.

E’ previsto un cosiddetto “silenzio-rifiuto”, in sostanza se entro 30 giorni dalla richiesta presentata dal contribuente l’Agenzia delle Entrate non risponde concedendo il relativo assenso, il bonus di detrazione del 55% sarà da considerarsi non concesso, in questo caso il contribuente potrà usufruire esclusivamente della detrazione del 36% per ristrutturazione, fino al limite massimo di Euro 48.000,00 (se non ci saranno ulteriori aggiornamenti).

Niente sovvenzioni a chi mette pannelli solari, per dirla in breve.

E poi?

Con una fantastica intesa Berlusconi-Sarkozy(ricordata da molti come l’attestazione della partecipazione di Silvio all’università della Sorbona: mai avvenuta n.d.r) in Italia verranno costruite 4 centrali nucleari, con la prima operativa nel 2020.

Si tira avanti insomma con la speranza chiusa in un cassetto e al motto di “No, we can’t!”

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