La questione Morale


“I partiti non fanno più politica, sono soprattutto macchine di potere e clientela: idee, ideali, programmi pochi o vaghi. Sentimenti e passione civile zero. Gestiscono interessi senza alcun rapporto con il bene comune. Non sono più organizzatori del popolo, ma federazioni di correnti, di camarille, ciascuno con i propri boss e sottoboss. I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la RAI tv ed alcuni grandi giornali. Il risultato è drammatico perchè tutte le operazioni che le diverse istituzioni e i loro dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in previsione dell’interesse del partito, della corrente o del clan a cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela. Un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene giudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi anche quando si tratta solamente di riconoscimenti dovuti. Molti Italiani secondo me si accorgono del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto: hanno ricevuto vantaggi o sperano di riceverne. La questione morale nell’Italia di oggi non si esaurisce nel fatto che essendoci dei ladri, dei concussori, dei corrotti nelle alte sfere della politica e dell’amministrazione bisogna scovarli, denunciarli e metterli in galera. La questione morale nell’Italia di oggi fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti e delle loro correnti. Fa tutt’uno con la guerra per bande. Fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro che vanno semplicemente abbandonati e superati. Quando si chiedono sacrifici al paese e si comincia col chiederli ai lavoratori mentre si ha alle spalle una questione come la P2, è assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi ed intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l’operazione non può riuscire. Se si continua in questo modo in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi. Oggi la nostra democrazia rischia di soffocare in una palude”

Enrico Berlinguer, 1981

Annunci
  1. No trackbacks yet.

Devi essere connesso per inviare un commento.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: