Archivio per gennaio 2009

Piazza Farnese 2009


napolitano

Piazza Farnese, Roma,  28 Gennaio 2009.

Una massa di gente, che ancora non capisce di aver perso, si ammassa l’una sull’altra, strigendo tricolori, impugnando bandiere, mostrando striscioni in favore dei giudici ammazzati dal silenzio dell’opinione pubblica, Luigi De Magistris, il pubblico ministero di Salerno Apicella ed anche Clementina Forleo. Una manifestazione organizzata dall’associazione vittime di Mafia, nella quale son saliti sul palco: Marco Travaglio, Sonia Alfano(http://it.wikipedia.org/wiki/Sonia_Alfano), Beppe Grillo, Salvatore Borsellino – fratello di Paolo -, Antonio di Pietro – leader dell’Italia dei Valori e Carlo Vulpio ( http://www.carlovulpio.it/default.aspx) – giornalista del Corriere della Sera che trattava della vicenda De Magistris sino a quando è stato interdetto dal suo incarico.

La manifestazione è, come sempre capita in queste occasioni, saltata all’occhio della tacita opinione pubblica, non perchè abbia “informato” la gente su temi talvolta anche sconosciuti, ma solamente perchè ha scatenato un dibattito politico per alcune frasi “ingiuriose” e “calunniose” di Di Pietro. Ora, quali sono queste cosi calunniose frasi? Come riportato da numerose agenzie e da tanti TG, pare che Di Pietro avesse gridato  che il capo dello stato sia colpevolmente silenzioso, tanto da dire “il silenzio è mafioso”.

http://www.asca.it/news-IDV__FINOCCHIARO__DI_PIETRO_NON_OFFENDA_CAPO_DELLO_STATO-805562-ORA-.html

http://www.asca.it/news-DI_PIETRO__PRESIDENTE_UCPI_DENUNCIA_LEADER_IDV_PER_VILIPENDIO_CAPO_STATO-806421-ORA-.html

Ma, come è d’obbligo fare in queste occasioni dato che l’informazione Italiana è in mano ad un branco di porci, bisognerebbe andare a sentire ciò che realmente è stato detto.

Discorso di Di Pietro: http://www.antoniodipietro.com/2009/01/diretta_streaming_da_piazza_fa.html#napolitano

Video del discorso di Di Pietro: http://it.youtube.com/watch?v=opfi4SeYVLY

Il TG1 delle ore 20:00, dedica all’avvenimento pochissimi minuti, all’incirca 2, non analizzando obiettivamente ciò che era stato detto o fatto e specialmente il perchè, ma semplicemente contestando le parole del Leader dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro. L’informazione di regime, ancora una volta, dimostra quanto la censura sia importante nel nostro paese, indirizzando l’asse dell’opinione pubblica verso il Quirinale. “Attacchi al capo dello stato”, sono queste le parole che continuano a ripeterci in questi giorni. Ma, come si può facilmente notare dal video, non c’è alcun attacco al capo dello stato. La cosa più importante è solo una: questa campagna diffamatoria, di censura, di costante attacco ai vari Di Pietro, De Magistris, Apicella, Forleo, Travaglio, Santoro, non riesce a spostare o a modificare l’asse dell’opinione pubblica, in quanto Internet, sintomo di libertà, implica in sè quel minimo di informazione libera che ogni paese denominato “democratico” dovrebbe avere nelle proprie TV di stato.

Ed infatti: http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/politica/berlusconi-varie/regola-internet/regola-internet.html

Segnalazioni:

-Marco Travaglio, Piazza Farnese: http://it.youtube.com/watch?v=qS613pZ9EN4&eurl=http://italianspot.wordpress.com/

-Beppe Grillo, Piazza Farnese: http://it.youtube.com/watch?v=UztdpbYpSSU&eurl=http://italianspot.wordpress.com/

-Carlo Vulpio, Piazza Farnese: http://www.carlovulpio.it/default.aspx

-Salvatore Borsellino, Piazza Farnese(Splendido): http://it.youtube.com/watch?v=p79RSMLnZGk

-Tg1 delle 20: http://it.youtube.com/watch?v=cadhtw0Y8wo&eurl=http://italianspot.wordpress.com/

-Sky, delle 20: http://video.sky.it/videoportale/index.shtml?videoID=9331216001

Commedia all’italiana


scan10048_web1La politica di questi giorni ci rimanda ai soliti dibattiti e teatrini che riguardano i temi più disparati: dalle solite ingiurie contro il “faziossimo” e “indecente” Santoro sino al caso Genchi e alla legge porcata sulle intercettazioni.

Anche se l’opinione pubblica Italiana riesce per certi aspetti a non farsi convincere totalmente del cosi “enorme” diritto alla privacy che queste dannate intercettazioni sembrano andare a calpestare. Converebbe innanzitutto fare alcune premesse spiegando accuratamente che cosa sono le intercettazioni e smascherando la super-bufala che giornali e TV ci rifilano ogni giorno.

Cosa sono le intercettazioni: l’intercettazione consiste nell’attività diretta a captare comunicazioni e conversazioni, nonché flussi di comunicazioni informatiche o telematiche mediante strumenti della tecnica. L’intercettazione tende a limitare gravemente alcune importanti libertà costituzionali, fra cui la libertà di comunicazione del pensiero (art. 15 Cost) e la libertà domiciliare (art. 14 Cost), per cui sono dettate particolari norme procedurali volte a garantire la legittimità formale e sostanziale dell’attività. Nella materia delle intercettazioni vige la riserva di legge e la riserva di giurisdizione, in quanto previste espressamente dalla Costituzione. Il codice di procedura penale prevede dei limiti e dei presupposti e una disciplina procedimentale molto rigorosa. (http://it.wikipedia.org/wiki/Intercettazione n.d.r) Quindi, come notiamo, le intercettazioni all’Italiana hanno già dei paramentri ben predefiniti ai quali devono sottostare, poichè nel caso contrario, le intercettazioni che approvano un reato non potrebbero essere utilizzate in aula giudiziaria. Detto questo, le intercettazioni sono obiettivamente uno degli strumenti più utili ed efficienti nelle indagini per reati di strada, come lo stupro( http://www.affaritaliani.it/cronache/guidoniarumaniarrestati270109.html – INTECETTAZIONI DECISIVE – ) l’abbandono di minori , la rapina, il furto in casa, lo spaccio di droga: ma le intercettazioni si occupano anche, e specialmente a mio modo di vedere, di reati finanziari, di corruzione e  di reati contro la pubblica amministrazione.

Cosa vorrebbe fare questo disegno di legge: http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=39334

Il disegno di legge, o il DDL Berlusconi, pone un netto stop a quello che è chiamato oramai un fenomeno incontrollabile e tenta di ridimensionare i “costi” delle sue varie procedure. Il decreto legge, non PERMETTERA’ intercettazioni che riguardano tutti i reati di strada – sopra elencati – compresi TUTTI  i reati finanziari e la corruzione,  ma le prevederà  solamente per reati di stampo mafioso e terrorismo. ( http://www.repubblica.it/2003/k/rubriche/cartacanta/12-gennaio/12-gennaio.html ) Inoltre, questo ennesimo decreto sul quale è stata posta l’ennesima fiducia, prevede “la pena della reclusione fino a cinque anni per chi utilizza o rivela le intercettazioni o altre notizie coperte da segreto, avendo conoscenza qualificata degli atti del procedimento penale, e l’aumento della pena per il giornalista che pubblica arbitrariamente, anche per riassunto, le intercettazioni di cui è vietata la pubblicazione: arresto da uno a tre anni e sanzione da 500 a 1.032 euro. Come è noto, in questo caso, non è possibile applicare alcuna misura cautelare, neppure interdittiva.”

Fatte queste premesse, analizziamo il bufolone Genchi. Lo scandalo al quale continuano ad aggrapparsi vari ministri, portavoci, portaborse e leccaculi, si basa sul fatto che Gioacchino Genchi, ha nei suoi uffici(lavora in uno scantinato, circondato da computer e fiero del suo lavoro), migliaia e migliaia di intercettazioni, testi e tabulati telefonici. Ora occorrebbe fare un pò di chiarezza sulla figura di Genchi e sul suo mestiere. Chi è Genchi? Gioacchino Genchi, è un vice questore della Polizia in aspettativa, fin dai tempi di Giovanni Falcone collabora con i magistrati più impegnati in tutta una serie di indagini che hanno a che fare con l’informatica e la telefonia, perché ha accumulato un’esperienza unica in Europa, in questa materia.
Aiuta i magistrati a incrociare le telefonate e i tabulati telefonici nei processi di omicidio, di rapina, di mafia, di ‘ndrangheta, di camorra, di tangenti, di strage.
Perché è utile e indispensabile una figura come la sua? Perché non basta fare come tante bestie con la penna in mano fanno sui giornali: prendere le intercettazioni, far il copia-incolla e spiaccicarle sulla pagina di giornale o farle sentire in televisione.
Le intercettazioni vanno lette e soprattutto vanno capite. Va interpretato molte volte sia il prima che il dopo una telefonata: e questo è un lavoro che richiede grande dedizione, preparazione e bravura. Perchè Genchi è linciato cosi a fondo in questi giorni? Bene. Innanzitutto perchè la nostra classe politica deve e vuole continuare un’opera di continuo assalto mediatico a tutti i collaboratori,amici e sostenitori di Luigi De Magistris. Gioacchino Genchi ha collaborato con De Magistris e proprio grazie a lui sono venuti alla luce i numerosi collegamenti Politico-imprenditoriali. Secondo: gli si pone l’accusa, http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_874173928.html , di aver intercettato e di avere migliaia e migliaia di testi e tabulati su persone anche non indagate. Ora, come già precedentemente detto, c’è da precisare una cosa: Genchi nonl’ha mai fatto e mai lo farà: lui non intercetta. Genchi non è il grande orecchio stile 1984 (lì c’era un occhio) che spia o sente tutto quello che la gente dice, no: Genchi si occupa di tabulati telefonici.

Che differenza c’è tra l’intercettazione e il tabulato? L’intercettazione registra quello che le due persone al telefono, o in una stanza, si dicono – telefonica o ambientale.

Il tabulato è, come tutti sanno, l’elenco delle telefonate fatte e ricevute da un numero di telefono, da un utenza telefonica. 1 bufala.La seconda è ancora più clamorosa: “migliaia e migliaia di intercettazioni”. Assolutamente falso. Nelle indagini di Catanzaro, Poseidone e Why Not”, c’erano decine e decine di indagati e quindi decine e decine di intercettati, ciascuno dei quali usava diversi telefoni e schede.
In più, abbiamo i numeri degli indagati, diverse decine, e poi i numeri delle persone che venivano chiamate o chiamavano questi indagati e che risultano dai tabulati.
Quindi abbiamo evidentemente diverse centinaia di numeri.
I numeri trattati da Genchi nelle indagini di Catanzaro sono circa 730-780.

Ora, assistiamo ad uno dei classici esempi di Disonformatija a stampo Sudamericano o meglio Italiano. Possiamo decidere anche in questo caso di “disiscriverci” dalla newsletter fastidiosa che è questo sistema o aspettare succubi di assuefarci a menzogne enormi e a bufale spaziali.

Segnalazioni:

Il comunicato dell’A.N.M. del 23 gennaio. Ovvero: dall’assassino al funerale della vittima di Felice Lima (Micromega.net)

Esempi di intercettazioni:

Pronto Silvio? Sono Saccà.

Pronto Silvio?


Change…We need?


Da un’idea di Matteo Fallica:

“L’insediamento di Obama? Non andrò. Non sono una comparsa, io sono un protagonista.”


Segnalazioni:

Matteo Fallica e il suo Blog.

http://lapeste.altervista.org/blog/

“C’è un’ aria, un’aria..”


banner21“C’è un’aria, un’aria, ma un’aria, che manca l’aria..”

Cantava cosi Gaber all’incirca 10 anni fa, mixando e rappresentando in una canzone, indignazione e rabbia per qualcosa che non andava.

Ed in effetti anche oggi, qualcosa non va.

Siamo in un periodo abbastanza tragico, che vive su un filone da circo, ai cui capi ci sono la crisi economica e l’occupazione istraeliana a Gaza. Nel bel mezzo del filone, un misto fritto di avvenimenti, conditi dal sapore di regime. Dai ricorsi continui di De Magistris e Di Stefano per il caso Europa7 ai nuovi trasferimenti dei sostituti di Apicella a Salerno e alla revoca da incarico e stipendio del Pubblico Ministero Apicella. Naturalmente, una commedia tutta all’italiana.

Perchè dall’altra parte del mondo, quello dove l’aria di libertà sembra ancora manifestarsi di qua e di là, Obama porta una sferzata di novità e decisioni contrastanti: il ritiro delle truppe dall’Iraq, l’invio di nuove forze(forse le stesse?) in Afghanistan, l’uso delle staminali e gli ovvii contrasti con la Chiesa, senza dimenticare la crisi dilagante anche nel settore auto.

Anche se a furia di sentire il famoso motto “We can” mi è davvero balenata in mente l’idea, ma giuro solo per un momento, che qualcosa potesse cambiare. Che veramente, ai piani alti e nei salotti TV, esista qualcuno pronto a lottare per qualcosa di vero, di concreto.

Ma poi mi ritrovo a sentire giorni e giorni di comunicati, di smentite, di telefonate in sapore di “editto bulgaro” che condannano per l’ennesima volta quel birbone, quel furfante, quel sempre troppo fazioso giornalista, chiamato Santoro. Per l’ennesima volta mi ritrovo a sentire le continue accuse, che vanno dallo Psiconano ai vari Fini e D’Alema passando per quei burattini dei loro Portavoci, ad una puntata “indecente” che usa parole “volgari”, che si occupa solamente “di uno schieramento” e “di un solo modo di vedere le cose”. Pensate, persino Fede si permette di definire Santoro “non un mio collega, per il suo modo indecente di condurre la trasmissione” e lo invita “a cambiare mestiere”.

Mentre dall’altra parte del mondo si viaggia a suon di giuramenti e cuori in piedi, qui c’è solo spazio per la miseria e l’ipocrisia.

Il 28 gennaio a Roma, si terrà una manifestazione per sostenere sia il pubblico ministero Apicella, sia De Magistris che la Forleo,  ma anche tutti quelli che continuano a ribellarsi a questo regime silenzioso.

Invitiamo chiunque abbia l’opportunità di  andare, a farlo, un pò per “disiscriversi”, un pò per ribellarsi ed anche un pò per incazzarsi.

Segnalazioni

28 gennaio: in piazza a per la giustizia

Roma, piazza Farnese – ore 9


Parteciperà Marco Travaglio


Salvatore Borsellino: Resistere, resistere, resistere
“Tutti a Roma contro questo attacco ignobile alla Costituzione e all’indipendenza della magistratura. Per difendere i valori per i quali Paolo Borsellino ha affrontato senza paura la morte”.


Carlo Vulpio: Calpestata la legalità costituzionale
L’inviato del Corriere della Seraal quale è stata sottratta la copertura giornalistica del caso Why Notspiega a MicroMega perchè parteciperà alla manifestazione di Roma.

Un colpo alla mafia ed uno alla sediaLettera dei Giovani di CittàInsieme sulla presenza di politici indagati e condannati all’interno della Commissione Antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Come diceva George Orwell..


“La vera libertà di stamp3079551501_0daefd2e25_ma è dire alla gente quello che la gente non vorrebbe sentirsi dire.”

Rispondeva in questo modo George Orwell tutte le volte che qualcuno gli chiedeva cosa fosse l’informazione e la libertà che ne discende.

La libera informazione è uno dei diritti ineluttabili e sacrosanti che una democrazia, come quella Italiana, dovrebbe sostenere in tutte le sue sfaccettature.

Proprio da qui parte il primo spunto di riflessione: la scelta del nostro Blog è si assai coraggiosa, ma difficilmente imitabile in ambiti e contesti di maggior rilievo, nei quali troppo spesso i clientelismi e gli interessi di parte predominano sulla libera scelta di ogni giornalista, sia essa politica, morale o sociale.

E’ per questo che spesso risulta difficile definire imparziale od obiettiva l’informazione proveniente dalla televisione o dai giornali, e per questo che applausi o fischi vengono talvolta cancellati, è per questa che il numero di spettatori ad un comizio viene enormemente aumentato o diminuito di conseguenza, è per questo che ogni giorno, ogni singola parola, deve essere sottoposta ad un attento vaglio, ad una attenta revisione.

Questo perché, a causa di troppi interessi, l’informazione a volta si arroga il diritto di far seguire un percorso ben stabilito e tacito all’opinione pubblica, divenendo un metaforico burattinaio che tende i fili con i quali gestisce le menti.

E, sempre per questo motivo, capita che alcuni temi scompaiono improvvisamente dal dibattito medaitico.

Basti pensare a temi come la spazzatura di Napoli, la guerra in Afghanistan o le truffe Parmalat e Cirio.

Tutte notizie che giungono alle orecchie di ogni spettatore tacito per scomparire in un periodo di tempo più o meno breve in un mare di ipocrisia e voluttuosità.

Ma ancora più difficile è capire quanto l’informazione italiana in particolar modo quella inerente all’ambito giornalistico scritto, si dedichi alle attenzioni e alle necessità dei giovani di questo paese, necessità che molto spesso vanno ben oltre le ultime e scottanti notizie del “calciomercato”.

Proprio per questo molti giovani preferiscono leggere o informarsi su internet più che acquistare un giornale all’edicola, dando vita alla cosiddetta “democrazia informatica”, che rappresenta una rivoluzione storica pari quasi a quella della stampa, dove chiunque può far sentire la propria voce e spesso i contenuti che provengono dal basso sono più attendibili di quelli televisivi o che appaiono tutti i giorni sui quotidiani.

Già negli Stati Uniti il potere d’indirizzo di alcuni blogger è quasi uguale a quello di un quotidiano e anche in Italia l’informazione fai da te dei blogger si sta diffondendo sempre più.

Proprio per questo motivo la rete può contribuire al cambiamento sociale, culturale e comunicativo.

Su internet, sul web contemporaneo, chi legge è anche in grado di scrivere, commentare, comunicare, di produrre esperienze e di spostare le esperienze originali verso assi nuovi e direzioni che chi ha prodotto la prima fonte non poteva immaginare. In sostanza, internet genera quel dialogo che tanto manca alla civiltà moderna e alla politica stessa che si ostina a mettere le mani sull’informazione.

Basti pensare alle intercettazioni, mezzo grazie al quale sono scoperte metà delle truffe allo stato e numerosi altri reati, che non potranno né più essere utilizzate né pubblicate.

I giornali che lo faranno saranno sottoposti a multe salate e i giornalisti allontanati dal giornale e costretti a processo nel quale rischiano dagli 1 ai 3 anni di galera.

Noi ci impegneremo a scrivere e a riprendere ciò che viene pubblicato dalle sentenze pubbliche e da alcuni giornalisti “free-lance”.

Arrestateci tutti.

Quando, Come e Perchè


Durante le vacanze di Natale di quest’anno è maturato in noi, Tommaso e me, l’idea di voler avere uno spazio nostro, nel quale poter sfogare la nostra grande passione per la scrittura e concretizzare cosi, tramite l’informazione, la nostra enorme ricerca di libertà.

Reduci dalle leggi vergogna del governo Berlusconi, ci sentivamo e ci sentiamo non pronti ad accettare alcun bavaglio. Lo rifiutiamo, al contario di molti. E’ giusto pensare che sia soltanto un momento passeggero della nostra età, tra l’altro abbastanza diversa, ma è in realtà la nostra semplice e genuina e costante ricerca di “verità”.

E’ cosi che scegliamo di aprire un Blog, uno dei migliaia in giro per il Web, che cercherà di distinguersi sempre per qualcosa. Un qualcosa che siamo noi, vittime di questa società, pronti e presuntuosi ricercatori(la sua assenza è ormai accertata) e finalizzatori della tanto ambita libertà di stampa. Proveremo, nel nostro piccolo, a trattare col massimo dell’oggettività tutte le “newsletter” che ci circondano.

Newsletter, si. Intendiamo il mondo come una newsletter fastidiosa, una delle tante che costantemente ti notifica l’aggiornamento di un sito, a cui nemmeno ricordi di aver aderito, di esserti “iscritto”.

Disiscriviti perchè proviamo, e vorremmo che anche voi lo faceste, a staccarci di dosso l’etichetta che ci hanno affibbiato alla nascita.

Disiscriviti perchè siamo stanchi di essere come gli altri, perchè ci siamo rotti di quel circolo vizioso che è questo sistema, in cui continua a vincere chi non dovrebbe.

Disiscriviti perchè la forza di migliaia di giovani, partendo da uno spazio libero come il Web, si concretizza nelle grandi manifestazioni, nei grandi cortei.

Disiscriviti perchè nel mondo c’è troppo di sbagliato, perchè non è quello che sogni, che ti aspetti. Disiscriviti perchè sei stanco di assecondare, di tacere, di assuefarti.

Disiscriviti perchè, anche Tu, puoi.

Libertà d’informare


Ecco su cosa si baserà ciò che, tentando di puntare alla massima oggettività, scriveremo.

Articolo 21 della Costituzione Italiana:

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »


Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo


(approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 )

Art. 19.Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni ed idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.


Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (2000)


Art. 11. – (Libertà di espressione e d’informazione)

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.

2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.