Fabio Campanaro, nuovo coordinatore cittadino dei giovani UDC


Dopo varie riunioni Andrea Zicolillo coordinatore uscente dei Giovani UDC insieme ai sui ragazzi ed il segretario cittadino Dino Russo nonché consigliere comunale UDC, affidano il Coordinamento cittadino dei Giovani UDC di Orta Nova a Fabio Campanaro, scelta condivisa da tutti anche dal Coordinatore Provinciale dei Giovani UDC di Capitanata Giuseppe Tricarico e da Sergio Izzi Presidente Provinciale dei Giovani UDC di Capitanata che hanno deciso di ridare slancio al Movimento Giovanile Ortese nominando Fabio Campanaro Coordinatore Cittadino. “ La scelta dei giovani dell’Unione di Centro di Ortanova e la mia piena fiducia – dice Giuseppe Tricarico – sono ricadute non a caso, su un giovane molto promettente”. Fabio Campanaro, infatti, nonostante la sua giovanissima età è un ragazzo di indubbia esperienza che ha già ricoperto in passato il ruolo di Coordinatore Cittadino di Forza Italia Giovani di Orta Nova e Responsabile delle Politiche Universitarie in Azione Giovani sezione di Orta Nova. “Quindi – conclude il coordinatore provinciale Giuseppe Tricarico – non posso che essere fiero e felice delle scelte fatte in virtù di un’altissima qualità in termini politici ed umani, senza dimenticare la componente anagrafica, che dimostra la volontà dei Giovani UDC pugliesi di svecchiare il Giovanile e ripartire con idee sempre nuove e fresche ”. Il neo coordinatore, lavorerà in stretta sinergia con il consigliere comunale Dino Russo, nonché Coordinatore Cittadino dell’UDC di Orta Nova, e con gli altri vertici del partito ortese, mostrando immediatamente grande motivazione ed entusiasmo . “Sono onorato della fiducia che in me è stata posta dai Giovani dell’Unione di Centro di Orta Nova dal Consigliere Dino Russo e da Giuseppe Tricarico e Sergio Izzi. Metto a completa disposizione tutto il mio impegno e dedizione affinché il gruppo giovanile dell’ UDC possa crescere e sviluppare tutte le sue potenzialità nel territorio ortese, inoltre bisogna ridare fiducia ad una generazione che fa fatica ad affacciarsi in questa società. Bisogna eliminare questo pessimismo ascoltando le loro ragioni e dare loro il modo di esprimersi e ridandogli quelle certezze che danno la forza di continuare a credere nella politica. C’è bisogno di una svolta, solo così si potrà contare sull’appoggio dei giovani e solo così si potrà dare alle nuove generazioni la speranza di un futuro migliore, perché i giovani hanno bisogno della politica ma anche la politica ha bisogno di tutti noi giovani”. Queste sono le parole del neo coordinatore cittadino dei Giovani UDC Fabio Campanaro.

 

 

Coordinamento Cittadino Giovani UDC – Ufficio Stampa

Nebbia in Val Padana


Il ministro Roberto Calderoli prende le distanze dalle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, che inizieranno mercoledì a Quarto, luogo di partenza di Garibaldi e dei Mille. Il ministro ha detto che lui e i suoi colleghi della Lega diserteranno la cerimonia, suscitando l’indignazione delle opposizioni, ma non quella del Pdl che, con Ignazio La Russa apprezza che la Lega «marchi la differenza». A dare il via ai festeggiamenti sarà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, deponendo una corona di alloro nel luogo di partenza della spedizione dei Mille, a Quarto; raggiungerà poi la portaerei Garibaldi, attraccata al porto di Genova, dove si svolgerà la cerimonia. Prima Napolitano incontrerà al Teatro Carlo Felice un gruppo di bambini impegnati in un progetto di integrazione degli studenti stranieri. Intervenendo alla trasmissione “In mezz’ora”, Calderoli ha acceso le polveri: «Io non so se ci saro» alle celebrazioni ed anzi «sicuramente sarò al lavoro per realizzare il federalismo»; sì, perchè «il miglior modo per festeggiare l’Unità d’Italia è l’attuazione del federalismo». Mah..

Ecco la missione di pace!


In una via di Baghdad cammina tranquillamente un giornalista della Reuters, Namir Noor Eldeen, il suo autista Said Chmag e altre persone. Non sanno che hanno solo pochi altri secondi di vita. Infatti sono nel mirino del cannone da 30 millimetri a tiro rapido di due elicotteri Apache che dicono alla base che hanno visto un gruppo di persone armate (cosa vera, due o tre hanno dei fucili d’assalto AK-47 Kalashnikov, sono la scorta del giornalista, ndr), con gli RPG (sarebbe un lanciarazzi anticarro che però non si vede, ndr), ed ottengono l’autorizzazione a fare fuoco. Ed è un diluvio di fuoco che li colpisce, sparati da mitragliatrici che possono sparare 100 proiettili in un solo secondo. Prima di capira che succede sono tutti morti, tranne uno, che – miracolosamente illeso dalla prima raffica – prova a scappare, ma viene inseguito e ucciso pochi metri più in là.
Poi l’elicottero resta sul posto, perchè vede che una persona sta agonizzando e si muove ancora. Allora aspetta l’arrivo di un mezzo di soccorso che si ferma e i due autisti scendono per aiutare il ferito. Aspettano che i due siano impegnati a caricare sul veicolo il ferito, dopo di che sparano altre raffiche sul mezzo di soccorso, uccidendo le due persone che erano fuori e colpendo con tanti di quei proiettili il mezzo da farlo sbalzare via e farlo incendiare.
Il video allegato, che è una sintesi di quello apparso sul sito Wikileaks.org, si ferma qui. Ma il video integrale poi mostra l’arrivo di una jeep dell’esercito americano con quattro soldati che passano tranquillamente sopra uno dei cadaveri, danno un’cchiata in giro e poi estraggono alcuni bambini dall’interno del mezzo di soccorso, feriti gravemente ma non ancora uccisi dalle pallottole dell’elicottero.
Ecco come fanno la guerra in Iraq ed Afghanistan. L’episodio è del luglio 2007, ma potrebbe accadere anche ora. Certo, la scusa che si tratti di persone armate di lanciarazzi è ottima, ma in realtà l’obiettivo della telecamera (ha uno zoom ottico 50X) permette tranquillamente di vedere la differenza. La realtà è che quello è un giornalista, quindi un obiettivo legittimo, dato che l’esercito americano riconosce come giornalisti solo gli “embedded”, cioè quelli che fanno il loro lavoro trasmettendo le immagini e le notizie che vogliono loro. Per esempio come gli inviati dei giornali e delle TVitaliane, che spacciano i comunicati dell’esercito USA o dell’esercito italiano (in Afghanistan) per notizie.

http://www.youtube.com/watch?v=hxBSzD8kH74

Fonte: Julienews.it

Il marxista Brunetta


Potrà sembrare il mondo capovolto, ma il centrodestra è testa a testa nella Venezia rossa con un candidato che cita Marx. «Matto io? Forse. Diranno “ma chi ti credi di essere?”. Certamente. Ma questo è il mio progetto per Venezia: solo io propongo un’uscita dal declino, e per uscire dal declino occorre l’e-co-no-mia, rilanciare la base economica della città, puntare su un alto valore aggiunto, un po’ com’erano le spezie nella grande Venezia dei secoli passati. Le nostre spezie sono la scienza, l’innovazione e soprattutto le infrastrutture: sublagunare, aeroporto, raddoppio del porto, terminal off-shore dei petroli, che vuol dire portare il petrolio fuori dalla laguna, il Mose… Le grandi istituzioni culturali sono figlie di tutto questo. Vengono dopo».
Ma come, direbbe invece un marziano calato in laguna, e la Biennale, la Mostra del Cinema, i poderosi Musei civici, le grandi fondazioni come la Punta della Dogana restaurata da Tadao Ando, la Fondazione Vedova rimessa a lucido da Renzo Piano, vanti speciali del sindaco uscente Cacciari? Renato Brunetta, davanti ai professori di Ca’ Foscari, cita e ricita Marx: «Biennale e Mostra sono, marxianamente, sovrastrutture». Gli anziani e, diciamo, tradizionali professori di Ca’ Foscari sussultano. Ma per il ministro-candidato sindaco è quasi un vezzo scuotere certe liturgie un po’ polverose.

FONTE: Lastampa.it

Tutti a casa in estate!


L’ombra della crisi oscura l’estate degli italiani: pochi se la sentono di programmare, molti hanno già deciso di rinunciare alle vacanze e qualcuno pensa solo a mini-fughe dalla città. Secondo un sondaggio di Eurobarometro, mentre tutta l’Europa programma i propri viaggi, l’Italia è il Paese più depresso: l’ultimo a mettere mano al piano ferie, che al momento è il più incerto della Ue.  Gli italiani non sanno cosa faranno della loro estate perchè la crisi, già nel 2009, ha insegnato loro a ridimensionare desideri e aspettative. E la lezione è stata capita, tanto che solo un italiano su tre ha già programmato le ferie, mentre il 35% sa già che non potrà permettersi di muoversi da casa. Rispetto al 2009, è il 10% in più a rinunciare alle ferie, un aumento record in Europa.  A pesare, secondo i dati, è la situazione finanziaria incerta. L’unica certezza, dice lo studio, è che in molti (39%) sono convinti che si dovranno fare dei sacrifici in più rispetto al passato per permettersi qualche giorno di svago. Per circa un decimo degli europei la vacanza è invece fuori discussione per i «gravi» problemi finanziari avuti nel 2009. Potrebbero partire solo indebitandosi, spiegano, oppure se la situazione economica migliorasse. Chi in Europa ha invece già programmato le ferie (49% dei cittadini Ue), ha anche già messo da parte i soldi per il viaggio. Ma, esclusi i rassegnati a stare a casa (21%), tutti gli altri cercano di partire risparmiando. La vacanza diventa quindi low cost e, rileva Eurobarometro, il turismo è fai-da-te. La maggior parte degli europei (58%) si tiene alla larga da agenzie e tour operator ed utilizza internet per mettere a punto il proprio itinerario (42%), oppure il passaparola tra amici e colleghi (58%). Ridotte poi all’osso mete esotiche e viaggi oltreoceano: gli europei che fanno ’pazziè sono scesi al 15%, rispetto al 20% del 2009. E il 32% ha deciso che nel 2010 si resta in Europa. Tra le destinazioni preferite c’è l’Italia (9.2%), assieme a Spagna (10.4 %) e Francia (9.9%). Gli italiani resteranno in Italia: il 56% non supererà i confini e si sposterà con auto e moto. Inoltre, per azzerare le spese in vacanza, gli europei hanno deciso di rinunciare allo shopping (21%) ai trattamenti di benessere (24%) sempre più diffusi negli ultimi anni e andranno anche meno a cena fuori. Per sostenere il turismo, una risorsa che il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani ha definito «incredibile», il 14 e 15 aprile si riuniranno a Madrid gli ’stati generalì del settore. Tajani, responsabile Ue per questo settore che rappresenta il 5% del Pil europeo e il 6% dell’occupazione dell’Europa, ha spiegato come l’Europa sia la meta prescelta dal 42% dei viaggiatori a livello mondiale.

Fonte: lastampa.it

Il paese dei balocchi


Tecnicamente si può già parlare di dittatura. Forse non ce ne siamo ancora accorti perché siamo abituati ai colonnelli greci o alla giunta militare cilena. Ma quello che conta è la sostanza, non la forma. Oggi è inutile mandare i carri armati per prendere il controllo delle principali reti televisive, basta cambiare i direttori. Non serve far bombardare la sede del parlamento, è sufficiente impedire agli elettori di scegliere i parlamentari. Non c’è bisogno di annunciare la sospensione di giudici e tribunali, basta ignorarli. Non vale la pena di nazionalizzare le più importanti aziende del paese, basta una telefonata ai manager che siedono nei consigli d’amministrazione. E l’opposizione? E i sindacati? Davvero c’è chi pensa che questa opposizione e questi sindacati possano impensierire qualcuno? Gli unici davvero pericolosi sono i mafiosi e i criminali, ma con quelli ci si siede intorno a un tavolo e si trova un accordo. Poi si può lasciare in circolazione qualche giornale, autorizzare ogni tanto una manifestazione. Così nessuno si spaventa. E anche la forma è salva. - Giovanni De Mauro

Facciamolo in coro!


BERLINO


Il vescovo di Ratisbona ha ammesso che sono stati commessi abusi sessuali nell’ambiente del famosissimo coro di ragazzi di Ratisbona all’epoca in cui esso era diretto dal fratello di papa Benedetto XVI.

La rivelazione choc del vescovo è contenuta in una lettera scritta ai genitori e pubblicata sul suo sito internet. Il fratello di papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger ha detto di non essere a conoscenza di casi di abusi sessuali commessi nell’ambiente del coro di ragazzi di Ratisbona, di cui all’epoca era direttore. Lo ha detto lo stesso Georg Ratzinger alla radio bavarese Bayerischen Rundfunk, secondo quanto scrive l’agenzia stampa tedesca Dpa.

Nella lettera inviata ai genitori dei ragazzi del coro di Ratisbona, il vescovo di Ratisbona dice di «essere venuto a conoscenza di un caso di abusi sessuali negli anni ’50». «Il direttore del convitto dell’epoca, a quanto ci risulta, è stato condannato. Successivamente è morto», si legge ancora nel sito del vescovado. Il portavoce del vescovo Clemens Neck, ha dichiarato alla France Presse di «avere informazioni su presunti abusi commessi tra il 1958 e il 1973», sui quali «vogliamo si conduca un’inchiesta trasparente». Il fratello di papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger (86 anni), è stato alla guida dello storico coro di Ratisbona fondato nel 1975, dal 1964 al 1993.

Fonte: Lastampa.it

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